59. L’8 per mille alle vittime innocenti: una proposta di giustizia concreta

  

L’8 per mille alle vittime innocenti:

una proposta di giustizia concreta

(di Carlo Silvano)

Ogni anno milioni di contribuenti italiani scelgono di destinare l’8 per mille allo Stato. Quelle risorse finanziano oggi interventi importanti: edilizia scolastica, beni culturali, calamità naturali, lotta alle dipendenze, assistenza ai rifugiati. Ma esiste una ferita sociale che continua a rimanere largamente ignorata: quella delle vittime che, pur avendo ottenuto giustizia in tribunale, non ricevono mai alcun risarcimento.

Sono migliaia i cittadini che convivono con questa situazione. Persone aggredite, famiglie distrutte da omicidi o incidenti causati da delinquenti senza assicurazione, anziani truffati, donne vittime di violenza, cittadini colpiti da atti terroristici di matrice religiosa. Lo Stato processa il colpevole, emette una sentenza, ma spesso la vittima resta sola perché il responsabile è nullatenente, irreperibile o vive abitualmente nell’illegalità.

Nasce da qui una proposta semplice ma profondamente civile: destinare una quota dell’8 per mille allo Stato per l’istituzione di un “Fondo nazionale per le vittime innocenti”.

Il principio è chiaro: una giustizia senza risarcimento è una giustizia incompleta. Se il colpevole non è in grado di pagare, dovrebbe intervenire temporaneamente la collettività attraverso un fondo pubblico, con successiva rivalsa dello Stato nel caso emergano in futuro beni o redditi del responsabile.

Una misura del genere avrebbe un enorme valore morale e sociale. Oggi molti cittadini percepiscono un sistema severo verso chi lavora e paga le tasse, ma impotente verso criminali professionalmente insolvibili o abitualmente mantenuti dall’assistenza pubblica. Garantire un sostegno economico alle vittime significherebbe ristabilire un principio fondamentale: la Repubblica italiana non abbandona chi subisce un’ingiustizia.

L’aspetto più interessante della proposta riguarda proprio l’8 per mille: offrire ai contribuenti la possibilità di finanziare direttamente il risarcimento delle vittime innocenti potrebbe trasformare l’8 per mille in uno strumento di solidarietà nazionale altamente condivisibile.

Naturalmente sarebbero necessari criteri rigorosi: accesso al fondo solo dopo sentenza definitiva, verifica dell’effettiva insolvibilità del condannato, priorità ai casi più gravi, limiti massimi di indennizzo e totale trasparenza delle erogazioni.

Una società civile si giudica non soltanto dalla capacità di punire i colpevoli, ma anche dalla volontà di proteggere concretamente chi ha subito un torto. Per questo l’idea di un fondo alimentato dall’8 per mille potrebbe rappresentare una delle riforme più giuste, moderne e umanamente necessarie degli ultimi anni. 


 



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