30. Diplomazia, dialogo e memoria: Francesco Reale riflette sulle parole dell’ambasciatore russo al Congresso DSP
Diplomazia, dialogo e memoria:
Francesco Reale riflette sulle parole
dell’ambasciatore russo al Congresso DSP
In occasione del Congresso nazionale di Democrazia Sovrana e Popolare, svoltosi a Roma il 31 gennaio e il 1° febbraio 2026, l’intervento dell’ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexey Paramonov, ha suscitato attenzione e dibattito. A soffermarsi sul significato politico e culturale di quelle parole è Francesco Reale (nella foto qui sopra), presidente della sezione DSP di Treviso, che ne offre una lettura lucida e orientata alla necessità di una nuova politica di pace.
«Il fatto che l’ambasciatore abbia esordito rivolgendosi alla platea con la parola “amici” non è un dettaglio formale, ma un segnale politico preciso», osserva Reale. «E ancora più significativo è stato l’auspicio finale di un possibile riallacciamento dei rapporti diplomatici tra Italia e Russia. Questo dimostra come DSP venga percepita, in patria e all’estero, come una forza politica aperta, credibile e capace di dialogo».
Secondo Francesco Reale, l’intervento di Paramonov conferma la vocazione pluralista di Democrazia Sovrana e Popolare, fondata sulla tutela della sovranità nazionale e sulla valorizzazione della cultura italiana nel contesto internazionale. «DSP ha dimostrato di essere fin da subito in sintonia con l’idea che il confronto e il dialogo siano l’unica strada percorribile, in alternativa alla logica dei muri e delle contrapposizioni permanenti».
Ma l’ambasciatore russo non ha mancato di lanciare un duro monito all’Occidente, denunciando l’insistenza di una classe dirigente che continua ad alimentare il conflitto in Ucraina attraverso un flusso costante di armi e risorse finanziarie. «È una critica che non possiamo ignorare», sottolinea Reale. «Serve il coraggio politico di avviare una vera politica di pace, che metta al centro la diplomazia e non l’inasprimento militare».
Particolarmente toccante, ricorda Reale, è stato il richiamo alla memoria storica: «Paramonov ha ricordato i cinquanta milioni di vite sacrificate nel secolo scorso per sconfiggere il nazifascismo, più della metà delle quali russe. Parole che risuonano come un monito potente: ciò che è accaduto non deve e non può ripetersi».
Un messaggio che, conclude Reale, interpella l’Europa e l’Italia: «La pace non è neutralità passiva, ma responsabilità attiva. DSP intende farsi portatrice di questa visione, oggi più necessaria che mai». (Carlo Silvano)




Commenti
Posta un commento