28. Un monito oltre il visibile: il messaggio del vescovo Antonio Suetta al congresso di Democrazia Sovrana e Popolare

 

Un monito oltre il visibile: il messaggio del vescovo Antonio Suetta

al congresso di Democrazia Sovrana e Popolare
di Carlo Silvano

Sabato 31 gennaio e domenica 1° febbraio 2026, Roma ha ospitato il congresso nazionale di Democrazia Sovrana e Popolare, un appuntamento che ha riunito dirigenti, militanti e simpatizzanti attorno a una riflessione politica e culturale sul futuro del Paese. Tra i momenti più intensi dei lavori congressuali, il messaggio video inviato da Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia - Sanremo, ha rappresentato un passaggio di forte spessore simbolico e spirituale.

Il video intervento del vescovo Suetta si è distinto per un tono pacato ma fermo, e per un contenuto che ha saputo andare oltre la contingenza politica. «È stata una lettura da uomo di Chiesa che guarda più in là del visibile», spiega Francesco Reale, presidente della sezione di Treviso di Democrazia Sovrana e Popolare, che aggiunge: «Un messaggio che non parlava solo ai presenti, ma ai cittadini di oggi e a quelli di domani».

Nato a Loano nel 1962 e vescovo dal 2014, il vescovo Antonio Suetta è noto per la sua attenzione ai temi culturali e spirituali del nostro tempo. «Nel suo intervento – continua Francesco Reale – ha richiamato la necessità di interrogarsi su chi vogliamo essere nel presente e su quale direzione intendiamo dare al nostro futuro come comunità. Un invito che tocca il cuore del dibattito politico attuale, spesso troppo concentrato sull’immediato e poco sul senso profondo delle scelte».

Particolarmente significativo è stato il riferimento alla bandiera europea. Il vescovo Suetta ha ricordato come quel simbolo richiami l’idea di un cielo comune e di un destino condiviso. «Non un’Europa burocratica e distante – sottolinea Francesco Reale – ma un’Europa che riconosce di essere comunità di popoli, unita da radici storiche, culturali e religiose comuni». Solo riconoscendo queste radici, ha osservato il vescovo, è possibile tornare a essere protagonisti della storia.

Il pensiero di Suetta si inserisce in un percorso coerente con il suo magistero pastorale, che in più occasioni lo ha visto intervenire su temi come la difesa della vita, la dignità della persona e il rischio di smarrimento spirituale nella modernità. «Il suo messaggio», conclude Reale, «ci ricorda che senza identità e senza memoria non c’è futuro. È un richiamo che la politica non può permettersi di ignorare».

Il congresso di Democrazia Sovrana e Popolare ha così trovato, nelle parole di un Vescovo, uno stimolo a guardare oltre l’orizzonte immediato, riaffermando il legame profondo tra cultura, spiritualità e impegno civile.


 

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