49. Päivi Räsänen e la libertà di coscienza in Europa
Päivi Räsänen e la libertà di coscienza in Europa
La recente sentenza della Corte Suprema finlandese contro l’ex ministro dell’Interno Päivi Räsänen ha riaperto un dibattito delicato che riguarda non solo la Finlandia, ma l’intera Europa: il rapporto tra libertà di espressione, libertà religiosa e legislazione contro l’incitamento all’odio.
Räsänen, medico, madre di cinque figli e parlamentare da molti anni, è stata condannata a una multa per aver diffuso un testo scritto nel 2004 sulla morale sessuale cristiana. Quel testo, intitolato “Maschio e femmina li creò”, esponeva la visione tradizionale della sessualità e del matrimonio propria del cristianesimo. Dopo anni di procedimenti giudiziari e due assoluzioni nei tribunali inferiori, la Corte Suprema ha stabilito che la diffusione di quel materiale costituisce incitamento all’odio.
Il caso solleva interrogativi profondi. Da un lato, è giusto che lo Stato combatta ogni forma di discriminazione e di violenza contro le persone. Nessun cristiano può approvare odio, disprezzo o aggressione verso chiunque. La dignità di ogni persona è un principio centrale della dottrina cristiana. Dall’altro lato, una democrazia matura deve anche saper distinguere tra incitamento alla violenza e espressione di convinzioni morali o religiose. La tradizione cristiana – condivisa per tanti secoli da gran parte della cultura europea – ha sempre insegnato una certa visione della sessualità e del matrimonio. Questa visione può essere contestata, criticata o rifiutata nella società contemporanea, ma resta parte della libertà di coscienza e di religione.
Il fatto che un testo teologico scritto vent’anni fa possa diventare oggetto di condanna penale pone una domanda legittima: fino a che punto una società democratica è disposta a tollerare opinioni minoritarie o controcorrente?
Non si tratta di imporre a tutti una morale religiosa. Si tratta piuttosto di riconoscere che la libertà di esprimere le proprie convinzioni – anche quando sono impopolari – è uno dei pilastri della convivenza democratica.
La vicenda di Päivi Räsänen non riguarda soltanto una politica finlandese. Riguarda il clima culturale dell’Europa contemporanea. Se opinioni radicate nella tradizione religiosa possono essere criminalizzate, il rischio è che lo spazio del dibattito pubblico si restringa progressivamente.
Da cattolici, possiamo guardare a questa vicenda con spirito di rispetto verso tutti, ma anche con una certa preoccupazione. Difendere la libertà di coscienza non significa difendere l’odio: significa difendere il diritto di ogni persona a esprimere ciò che crede vero, nel rispetto della legge e della dignità altrui.
In definitiva, il vero banco di prova di una democrazia non è la protezione delle opinioni popolari, ma la capacità di tollerare quelle scomode. (Carlo Silvano)
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Il presente blog è curato da Carlo Silvano, autore di numerosi volumi. Per informazioni cliccare sul collegamento alla Libreria Il Libraccio: Libri di Carlo Silvano




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