66. A Preganziol (Treviso) il Congresso regionale veneto di DSP: partecipazione, sovranità e impegno per il futuro del Paese

 
  A Preganziol il Congresso regionale veneto di DSP:

partecipazione, sovranità e impegno per il futuro del Paese

(di Carlo Silvano)

PREGANZIOL (Treviso) – Sabato 6 giugno 2026, presso l’Hotel Crystal di Preganziol, si è svolto il Congresso regionale del Veneto di Democrazia Sovrana e Popolare, alla presenza di militanti e simpatizzanti provenienti da tutte le province della regione. A presiedere i lavori è stato Francesco Toscano, mentre l’apertura del congresso è stata affidata a Patrizia Caproni, referente dell’Ufficio politico per il Nord-Est del partito.

Nel suo intervento introduttivo, la prof.ssa Caproni ha offerto una riflessione sulla situazione politica ed economica dell’Italia, soffermandosi sulle difficoltà che molte famiglie, lavoratori e imprese si trovano ad affrontare in un contesto caratterizzato da incertezza economica e crescente sfiducia verso le istituzioni. La docente di filosofia e storia ha richiamato i valori fondanti di DSP, sottolineando la necessità di costruire una proposta politica capace di mettere al centro il bene comune, la sovranità popolare e la partecipazione dei cittadini.


Particolare attenzione è stata dedicata al crescente fenomeno dell’astensionismo. Secondo Patrizia Caproni (foto qui sopra), molti cittadini hanno smesso di recarsi alle urne perché delusi da una politica percepita come distante dai problemi reali della popolazione. Per questo motivo, ha sostenuto la necessità di offrire motivazioni credibili a chi oggi si sente escluso dalla vita pubblica, favorendo una partecipazione consapevole e attiva. Ha inoltre evidenziato come DSP sia spesso oggetto di etichette e definizioni che non corrispondono alla reale natura del progetto politico, invitando i presenti a proseguire un lavoro di chiarimento e di confronto con la società.

Il congresso, ha aggiunto, non doveva essere considerato un semplice adempimento organizzativo, bensì un momento di analisi e di confronto utile a liberare energie e potenzialità oggi spesso inespresse. In questo contesto è stato richiamato anche il tema dell’emigrazione giovanile, fenomeno che continua a privare il Paese di competenze e risorse umane preziose, spingendo molti giovani a cercare all’estero opportunità lavorative e prospettive di vita considerate più favorevoli.

Successivamente è intervenuto Ennio Cunial, coordinatore regionale del Veneto, che ha concentrato la propria attenzione sui cittadini che hanno progressivamente perso fiducia nel voto. Cunial ha sostenuto che rinunciare alla partecipazione democratica rischia di bloccare ogni possibilità di cambiamento e di compromettere il futuro delle nuove generazioni.


Nel suo intervento sono stati affrontati anche i temi della sicurezza, della sanità e della tutela delle categorie più fragili. Ennio Cunial (foto qui sopra) ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà vissute da molti cittadini vittime di episodi di criminalità e ha evidenziato l’importanza di rafforzare i servizi sanitari e socioassistenziali, con particolare riguardo agli anziani, alle persone con disabilità e ai bambini.

La parola è poi passata ai rappresentanti delle diverse realtà provinciali. Tra gli interventi più seguiti vi è stato quello di Andrea Partesani, coordinatore provinciale di Rovigo, che ha raccontato la propria esperienza amministrativa. Partesani ha ricordato di aver ricoperto fino al febbraio 2026 l’incarico di vicesindaco del Comune di Giacciano con Baruchella e ha illustrato il percorso politico che lo ha portato ad aderire a DSP. Nel corso del suo intervento si è soffermato in particolare sulle problematiche che interessano il settore agricolo polesano. Ha espresso preoccupazione per la crescente diffusione di impianti fotovoltaici su terreni agricoli considerati particolarmente fertili e per la presenza di numerosi capannoni industriali inutilizzati o abbandonati, elementi che, a suo giudizio, meritano una riflessione approfondita sul modello di sviluppo economico del territorio.

Sono intervenuti inoltre Giuliano Donadon per Belluno, Jacopo Zanella per Padova e Francesco Reale per Treviso, portando le proprie esperienze e le problematiche specifiche delle rispettive province.

Particolarmente atteso è stato infine l’intervento conclusivo di Francesco Toscano, che ha ripercorso le origini di DSP, illustrando le motivazioni che hanno portato alla nascita del movimento e le difficoltà incontrate nel panorama politico italiano. Toscano ha osservato come le forze politiche minori dispongano spesso di spazi mediatici limitati rispetto ai partiti maggiormente rappresentati nelle istituzioni.

Nel suo intervento Francesco Toscano (foto qui sopra) ha inoltre sviluppato una riflessione sul rapporto tra politica e partecipazione democratica, sottolineando l’importanza di restituire ai cittadini interesse e passione per la vita pubblica. Facendo riferimento alla storia politica italiana, ha evidenziato come il dibattito pubblico contemporaneo rischi talvolta di semplificare eccessivamente questioni complesse, rendendo più difficile una partecipazione realmente consapevole.

Il successivo confronto con il pubblico ha toccato numerosi temi di attualità: la guerra tra Russia e Ucraina, il futuro delle giovani generazioni, il ruolo dell’impresa nell’economia nazionale, l’adesione dell’Italia alla NATO e la proposta sostenuta da DSP per il riconoscimento della neutralità internazionale dell’Italia attraverso un percorso previsto dagli strumenti democratici e costituzionali.


Secondo Toscano, una neutralità attiva potrebbe consentire al Paese di svolgere un ruolo più incisivo nella promozione del dialogo e della mediazione internazionale. Al tempo stesso ha ribadito la necessità di mantenere un confronto aperto con tutti i soggetti politici e culturali, senza rinunciare alla propria identità e senza trasformare il dialogo in strumentalizzazione reciproca.

Il congresso si è concluso in un clima di partecipazione e confronto, confermando la volontà dei presenti di proseguire il lavoro di radicamento territoriale e di elaborazione politica. Al centro degli interventi è emersa soprattutto l’idea che il coinvolgimento dei cittadini, la tutela del lavoro, la difesa della sovranità popolare e la ricerca di soluzioni concrete ai problemi sociali ed economici rappresentino le principali sfide che attendono il Partito di Democrazia Sovrana e Popolare nei prossimi mesi. 

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