53. Magistrati e politici davanti alla tragedia Bongiorni: la responsabilità che non può essere scaricata

  


Magistrati e politici davanti alla tragedia Bongiorni:

la responsabilità che non può essere scaricata

La tragica vicenda dell’omicidio di Giacomo Bongiorni a Massa ha riportato al centro del dibattito pubblico un tema ricorrente nel nostro Paese: il rapporto tra leggi, giustizia e responsabilità istituzionale. Un fatto di sangue che ha scosso profondamente l’opinione pubblica.

Ogni volta che si verificano reati così gravi, si ripete lo stesso schema: da un lato c’è chi punta il dito contro i giudici, accusati di non saper interpretare correttamente sia i segnali di pericolosità di soggetti già noti per precedenti penali, sia l’applicazione delle leggi. Dall’altro, si alza la voce di chi sostiene che il problema sia a monte, cioè in leggi ritenute insufficienti, poco chiare o inadeguate a fronteggiare fenomeni di violenza, spesso giovanile, sempre più complessi.

Dalle ricostruzioni giornalistiche emerge un quadro drammatico: Giacomo Bongiorni sarebbe stato aggredito da un gruppo di giovani e colpito con violenza anche quando era già a terra, sotto gli occhi della famiglia, in un contesto che ha lasciato sgomenta l’intera comunità locale e nazionale.

Di fronte a tragedie come questa, tuttavia, il rischio è che il dibattito pubblico si trasformi in un circuito sterile di scaricabarile istituzionale. La giustizia non può diventare il bersaglio politico del momento, così come il legislatore non può essere indicato automaticamente come unico responsabile ogni volta che una norma non produce gli effetti sperati.

Il punto centrale è un altro: la chiarezza delle leggi e la coerenza del sistema sanzionatorio e preventivo. Un ordinamento efficace non è quello che moltiplica le norme, ma quello che le rende comprensibili, applicabili e soprattutto realmente capaci di garantire la sicurezza dei cittadini.

Allo stesso tempo, anche la magistratura è chiamata a una piena assunzione di responsabilità nel proprio ambito: applicare le leggi con rigore, valutare i fatti senza ambiguità interpretative e contribuire, attraverso le proprie funzioni, alla credibilità dello Stato di diritto.

Ma la responsabilità non può essere sempre “degli altri”. In una democrazia matura, Politica e Magistratura devono evitare la tentazione dello scaricabarile reciproco. Quando si verifica un fatto così grave, ciò che i cittadini si attendono non è uno scontro tra poteri, ma una risposta comune, coerente e credibile.

La sicurezza non si costruisce con la retorica dell’accusa, ma con istituzioni che collaborano pur nel rispetto delle rispettive funzioni. Servono leggi chiare, applicazioni rigorose e una politica capace di assumersi la responsabilità delle proprie scelte senza rifugiarsi nella delegittimazione dell’altro potere dello Stato.

La vicenda Giacomo Bongiorni, al di là del dolore che lascia, impone proprio questo: interrompere l’eventuale spirale delle accuse incrociate e restituire centralità a un principio semplice e al tempo stesso difficile da praticare: ogni istituzione deve rispondere del proprio ruolo, senza scaricare su altri il peso delle proprie responsabilità. (Carlo Silvano)

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Il presente blog è curato da Carlo Silvano, autore di numerosi volumi. Per informazioni consultare il sito della libreria Feltrinelli al seguente collegamento: Libri di Carlo Silvano  

 

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