52. Danimarca, sicurezza e immigrazione: una riflessione che riguarda anche l’Italia

  

Danimarca, sicurezza e immigrazione:

una riflessione che riguarda anche l’Italia

La Danimarca, guidata da un Governo di centrosinistra, ha deciso di inasprire la propria politica sull’immigrazione con una misura molto chiara: gli stranieri condannati ad almeno un anno di carcere per reati gravi — come aggressioni violente o stupri — dovranno essere espulsi dal Paese una volta scontata la pena. L’obiettivo dichiarato dal Governo è semplice: chi commette crimini seri non può continuare a restare sul territorio nazionale.

Secondo il Governo danese, la priorità è la sicurezza dei cittadini. Per questo si vuole rendere l’espulsione la regola generale per i criminali stranieri condannati a pene significative, superando la precedente valutazione caso per caso che spesso consentiva loro di restare nel Paese.

Questa scelta riapre inevitabilmente il dibattito anche in Italia. Negli ultimi giorni, infatti, alcuni episodi di cronaca hanno scosso l’opinione pubblica. A Crema un ventenne di origine egiziana è morto dopo essere stato aggredito brutalmente a sprangate; per l’omicidio è sospettato un diciassettenne marocchino residente in città.

Pochi giorni prima, ad Alessandria, una donna è stata colpita ripetutamente con una cintura su un autobus da due giovani di origine straniera, sotto gli occhi degli altri passeggeri e del figlio della vittima.

Episodi come questi alimentano una domanda che sempre più cittadini si pongono: se uno straniero commette reati gravi, è giusto che rimanga nel Paese dopo aver scontato la pena?

Il modello danese propone una risposta netta. La permanenza sul territorio nazionale è un diritto che presuppone il rispetto delle leggi; quando questo patto viene infranto con reati violenti, lo Stato può decidere di revocarlo. Alcuni Paesi europei stanno iniziando a discutere proprio in questa direzione, chiedendo anche di rivedere alcune interpretazioni della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che oggi rendono più difficili le espulsioni.

Il tema è delicato, ma riguarda la credibilità stessa delle istituzioni. Una normativa più chiara sulle espulsioni — eventualmente applicabile anche quando il condannato ha legami familiari nel Paese — potrebbe rafforzare il principio secondo cui l’accoglienza e l’integrazione devono andare di pari passo con il rispetto delle regole.

Per molti osservatori, l’esperienza della Danimarca dimostra che sicurezza e immigrazione possono essere affrontate insieme con strumenti legislativi precisi. La discussione su un modello simile potrebbe, si spera, presto arrivare anche in Italia. (Carlo Silvano)


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