50. Sigonella e la scelta di Crosetto: quando la sovranità nazionale viene prima della guerra

  


Sigonella e la scelta di Crosetto:

quando la sovranità nazionale

viene prima della guerra

(di Carlo Silvano)

La decisione del nostro Ministro della Difesa, Guido Crosetto, di negare agli Stati Uniti l’utilizzo della base militare di Sigonella per operazioni belliche legate al conflitto con l’Iran, rappresenta un passaggio politico di grande rilievo per l’Italia. Non si tratta di un gesto ostile verso un alleato storico, ma di un atto di responsabilità istituzionale e di rispetto della sovranità nazionale.

Secondo le informazioni emerse nelle ultime ore, alcuni velivoli militari statunitensi avevano pianificato l’utilizzo della base siciliana come scalo prima di dirigersi verso il Medio Oriente. Tuttavia, la richiesta non era stata preventivamente concordata con il Governo italiano, come invece prevedono gli accordi e le procedure che regolano l’impiego delle basi presenti sul nostro territorio. Di fronte a questa situazione, il ministro Crosetto ha scelto di non autorizzare l’operazione.

È una decisione che merita di essere riconosciuta come giusta. Le basi militari presenti in Italia, pur utilizzate da Paesi alleati, si trovano su territorio italiano e sono soggette alle leggi e alle decisioni delle istituzioni italiane. Difendere questo principio significa tutelare non solo l’autonomia dello Stato, ma anche il ruolo del Parlamento e delle regole democratiche.

In un contesto internazionale segnato da tensioni crescenti e dal rischio di inasprimento militare in Medio Oriente, la prudenza è una virtù politica. Consentire l’uso del territorio italiano per operazioni di bombardamento contro l’Iran avrebbe potuto trascinare il nostro Paese in un conflitto non dichiarato e che comporta conseguenze imprevedibili sul piano geopolitico e della sicurezza.

Per questo motivo, la scelta del Ministro della Difesa dovrebbe essere sostenuta da tutte le forze politiche, senza distinzione di schieramento. In particolare, il centro-sinistra – che storicamente ha difeso il ruolo del diritto internazionale, del multilateralismo e della diplomazia – ha oggi l’occasione di riconoscere la correttezza di una decisione che va nella direzione della responsabilità e della pace.

Al di là delle differenze politiche interne, esistono momenti in cui l’interesse nazionale richiede unità. La tutela della sovranità italiana e la volontà di evitare un coinvolgimento diretto in nuove guerre rappresentano due di questi momenti.

In conclusione, la vicenda di Sigonella ricorda un principio fondamentale: l’Italia è uno Stato sovrano e le decisioni sull’uso del proprio territorio spettano alle sue istituzioni democratiche. Difendere questa prerogativa e rifiutare la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali, sono valori che appartengono anche alla visione politica del partito Democrazia Sovrana e Popolare, che pone al centro la pace, l’indipendenza nazionale e il rispetto della legalità internazionale.

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