18. Mercosur, un accordo che mette a rischio l’agricoltura italiana
un accordo che mette a rischio
l’agricoltura italiana
L’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur, approvato dopo anni di negoziati, viene presentato come una grande opportunità commerciale. Tuttavia, come ha sottolineato Marco Rizzo, fondatore ed esponente di Democrazia Sovrana Popolare, dietro la retorica dell’apertura dei mercati si nascondono rischi concreti e gravi per l’economia italiana, in particolare per il settore agricolo, che rappresenta non solo un comparto produttivo, ma anche un presidio di identità, qualità e sicurezza alimentare.
Le preoccupazioni espresse da Marco Rizzo partono da un dato di fatto: l’agricoltura italiana è composta in larga parte da piccole e medie aziende, spesso a conduzione familiare, che operano nel rispetto di livelli ambientali, sanitari e qualitativi molto stringenti. L’ingresso massiccio di prodotti agroalimentari provenienti dal Sud America, ottenuti in contesti normativi differenti e con costi di produzione più bassi, rischia di generare una concorrenza squilibrata. Carni, pollame e altri prodotti agricoli potrebbero arrivare sul mercato europeo a prezzi difficilmente sostenibili per i produttori italiani, mettendo in crisi intere filiere.
Secondo Marco Rizzo, l’accordo Mercosur finisce per favorire soprattutto le grandi potenze industriali europee, in particolare la Germania, che potrà esportare più facilmente la propria manifattura in quei Paesi. A pagare il prezzo di questa scelta sarebbero invece le economie più fragili e specializzate come quella italiana, già colpite dall’aumento dei costi energetici e dalla compressione dei margini di redditività. In questo senso, il Mercosur appare come l’ennesima decisione calata dall’alto, lontana dagli interessi reali dei territori e dei lavoratori.
Un altro nodo centrale riguarda la tutela dei consumatori. Pur in presenza di dichiarazioni ufficiali sul rispetto dei criteri europei, resta forte la preoccupazione per l’ingresso di prodotti che potrebbero non garantire gli stessi livelli di qualità, tracciabilità e sicurezza alimentare a cui i cittadini europei sono abituati. Difendere l’agricoltura italiana significa anche difendere il diritto dei consumatori a un cibo sano, controllato e legato al territorio.
Marco Rizzo richiama inoltre l’attenzione sui tempi e sulle misure di compensazione promesse: eventuali fondi di sostegno arriverebbero solo tra alcuni anni, quando molte aziende agricole potrebbero essere già state costrette a chiudere. Per questo Democrazia Sovrana Popolare chiede una netta inversione di rotta: protezione effettiva delle produzioni Dop e Igp, introduzione di costi minimi di produzione, sostegni immediati al settore e una politica commerciale che metta al centro l’interesse nazionale.
Il Mercosur, così come concepito, non è solo un accordo economico, ma una scelta politica che incide sulla sovranità alimentare, sul lavoro e sulla tenuta sociale del Paese. Le critiche di Marco Rizzo pongono una domanda di fondo: l’Europa vuole davvero tutelare i suoi popoli e le sue economie reali, o continuare a sacrificare agricoltori e piccole imprese sull’altare di un mercato globale che favorisce pochi e penalizza molti? (Carlo Silvano)
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