8. Francesco Reale (DSP), Dobbiamo riprenderci le chiavi di casa

Dobbiamo riprenderci le chiavi di casa”:

Democrazia Sovrana Popolare riparte dal territorio

Intervista a Francesco Reale,

presidente della sezione di Treviso

di Democrazia Sovrana Popolare

TREVISO - Le recenti elezioni regionali in Veneto hanno segnato l’esordio elettorale di Democrazia Sovrana Popolare (DSP), che ha raccolto circa 20 mila voti. Un risultato che, pur non incidendo sugli equilibri istituzionali, rappresenta per il partito un punto di partenza significativo. Ne parliamo con Francesco Reale (foto in alto), presidente della sezione di Treviso, che analizza il contesto sociale ed economico della Marca trevigiana e illustra i progetti di DSP per il 2026.

Presidente Reale, come valuta il risultato ottenuto da Democrazia Sovrana Popolare alle elezioni regionali in Veneto?

I circa 20 mila voti raccolti non sono sufficienti per incidere sul piano politico immediato, ma rappresentano un dato molto interessante come punto di partenza. È un risultato arrivato al termine di una campagna elettorale condotta con risorse finanziarie praticamente inesistenti e senza portatori di voti nelle liste. In tutte le province, e quindi anche a Treviso, si è trattato di voti puramente di opinione, ed è questo l’elemento che considero più incoraggiante.

Che clima sociale ed economico si respira oggi nella Marca trevigiana?

Si avverte, anche se con un certo ritardo, la sensazione che le cose non stiano andando nel verso giusto, persino in un tessuto civile, sociale ed economicamente vivace come quello trevigiano. La piccola e media impresa, fiore all’occhiello del territorio, si sente sempre più abbandonata e desertificata, soffocata da burocrazie che sembrano costruite apposta per impedire alle aziende di piccole dimensioni di rimanere in piedi. A questo si aggiunge la perdita dell’energia a basso costo che per decenni ci era garantita dal nostro fornitore naturale. I dati della CGIA di Mestre sulle chiusure e sui fallimenti dell’ultimo quinquennio parlano chiaro. 

 

Quali rischi vede in questo contesto di difficoltà economica e sociale?

Il pericolo più grande è che la disillusione, generata dallo scollamento tra istituzioni politiche e popolazione, si trasformi in una rassegnazione permanente. È uno scenario concreto e va scongiurato nel modo più assoluto, perché una società rassegnata è una società che rinuncia alla propria sovranità.

Come intende muoversi DSP sul territorio per contrastare questo rischio?

Ci muoveremo innanzitutto cercando il dialogo con le persone, con le aziende, con le istituzioni locali e con i corpi intermedi, per riavvicinare i cittadini alla partecipazione. Il primo passo sarà il radicamento territoriale attraverso l’apertura di nuove sezioni e un lavoro pre-politico, quindi culturale. Vogliamo offrire chiavi di lettura efficaci per comprendere la complessità del mondo che ci circonda, soprattutto alle nuove generazioni, che non sono mai state educate alla complessità.

Ci sono già novità organizzative in provincia di Treviso?

Sì, sono lieto di annunciare che a breve fonderemo la sezione di Mogliano Veneto – Zero Branco. Il periodo elettorale ha inoltre avvicinato militanti volenterosi che lavoreranno attivamente sul territorio. Il 2026 sarà un anno intenso e stimolante, anche se il lavoro da fare è difficile...

...Perché difficile?

Perché ci muoviamo in un periodo caratterizzato da una vera e propria caccia alle streghe contro chiunque esprima spirito critico. Critico verso la politica interna, verso quella estera o semplicemente verso le politiche di governi stranieri che non rientrano tra i “nemici” designati. In questo clima, la libertà di opinione, di pensiero e di stampa rischia di essere sacrificata. 


Qual è, in conclusione, il messaggio di DSP ai trevigiani e agli italiani?

Il messaggio di Democrazia Sovrana Popolare è cristallino, forte, adamantino: DSP si occupa di politica. Non vogliamo limitarci ad amministrare il presente, pur riconoscendo l’importanza di farlo bene, ma proponiamo una visione del mondo fondata su una teoria politica solida: il sovranismo popolare. Vogliamo unire le forze del lavoro e della piccola e media impresa e contrapporre questo 95% della popolazione a un’oligarchia tecnocratica che, militarizzando società, informazione ed economia, punta alla sottrazione definitiva delle libertà economiche, culturali e sociali. In altre parole: vogliamo riprenderci le chiavi di casa nostra. (a cura di Carlo Silvano)

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Il presente blog è curato da Carlo Silvano, autore di numerosi volumi. Per informazioni cliccare sul collegamento alla libreria Feltrinelli: Libri di Carlo Silvano 


 


 

 


 

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