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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

37. Il cancro della corruzione

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  La corruzione non è solo quella dei titoli di giornale o delle aule di tribunale. È anche quella piccola scorciatoia che scegliamo quando pensiamo che “tanto lo fanno tutti”. È il favore chiesto all’amico giusto, la regola aggirata perché conviene, il silenzio davanti a un’ingiustizia che non ci tocca direttamente.  Combattere la corruzione significa difendere la fiducia. Senza fiducia non c’è comunità, non c’è economia sana, non c’è futuro. Significa pretendere trasparenza nelle istituzioni, nelle aziende, nelle associazioni. Ma soprattutto significa guardarci allo specchio e chiederci ogni giorno: sto agendo con onestà?  La legalità non è un concetto astratto, è una pratica quotidiana. Inizia da come lavoriamo, da come paghiamo le tasse, da come rispettiamo le regole, anche quando nessuno ci controlla. Se vogliamo un Paese più giusto, dobbiamo essere cittadini più giusti.  Il cambiamento vero non parte dai palazzi, parte dalle persone. E quindi da ciascuno di noi...

36. Quando la giustizia diventa un paradosso: risarcimenti, responsabilità e tutela delle vittime

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  Quando la giustizia diventa un paradosso: risarcimenti, responsabilità e tutela delle vittime La vita umana è sacra e inviolabile in ogni circostanza. È un principio che definisce il livello di civiltà di uno Stato e che non può essere messo in discussione neppure nei contesti più difficili. Ma proprio perché questo valore è così alto, va difeso insieme a un altro cardine della convivenza democratica: la responsabilità personale per le proprie azioni e la tutela di chi subisce un reato. Il tema dei risarcimenti riconosciuti ai familiari di persone decedute mentre stavano commettendo un crimine, assume un significato ancora più delicato quando a essere chiamati a pagare, sono un appartenente alle Forze dell’ordine impegnato in un controllo o un cittadino che si è trovato a difendere se stesso, la propria casa o la propria attività da un furto o da una rapina. In questi casi il cortocircuito non è solo giuridico, ma anche morale e sociale. Da un lato c’è la necessità, sacro...

35. Politica con discernimento: perché gli Esercizi spirituali servono al bene comune

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  Politica con discernimento: perché gli Esercizi spirituali servono al bene comune In un tempo in cui la politica rischia di ridursi a tattica, comunicazione e reazione istantanea, gli Esercizi spirituali di s ant’Ignazio di Loyola offrono a chi governa e a chi fa politica — o aspira a farlo — una scuola esigente di libertà interiore e responsabilità. Non sono un rifugio intimista, ma un metodo concreto per educare la coscienza all’azione giusta. Il cuore degli Esercizi spirituali è il discernimento: imparare a riconoscere ciò che muove davvero le scelte, distinguendo tra interessi, paure, ambizioni e il bene possibile da perseguire. Per chi fa politica significa sottrarsi alla tirannia del consenso immediato, per decidere con lucidità, anche quando costa. Questa formazione spirituale allena all’ascolto — di sé, degli altri, della realtà — e alla verifica delle intenzioni. Educa alla sobrietà del potere, perché invita a “ordinare” desideri e priorità; raf...

34. Fare politica oggi...

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Fare politica oggi... In politica il confronto non dovrebbe mai scivolare nell’attacco personale o nell’insulto. Le idee si possono e si devono discutere anche con fermezza, ma le persone vanno sempre rispettate. Il rispetto dell’avversario non è segno di debolezza, bensì di maturità democratica e di serietà politica. Fare politica significa prima di tutto costruire e proporre una visione: portare avanti idee, progetti, valori e ideali con chiarezza, coerenza e responsabilità. È su questo terreno che si misura la qualità di una proposta politica, non sulla capacità di delegittimare chi la pensa diversamente. Lo scontro fine a se stesso impoverisce il dibattito pubblico, allontana i cittadini e alimenta solo sfiducia e rassegnazione. Il confronto democratico richiede ascolto, trasparenza e la disponibilità a spiegare le proprie ragioni, senza urlare e senza demonizzare.  Anche quando le posizioni sono distanti, l’obiettivo dovrebbe essere quello di convincere, non di...

33. Dalle lettere a Lina Merlin a una battaglia di oggi

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 Dalle lettere a Lina Merlin  a una battaglia di oggi Ieri, sabato 7 febbraio 2026, nel corso di una riunione della sezione di Democrazia Sovrana e Popolare di Treviso , ho avuto l’occasione di presentare il mio libro " Non ero così e volevo crescere onesta ". Un lavoro nato dall’esame delle lettere che tante ragazze, costrette a prostituirsi, scrissero alla sen. Lina Merlin per chiedere la chiusura dei bordelli: strutture infernali, dove la miseria, l’abbandono e lo sfruttamento si travestivano da “regolamentazione”.  Ho trovato attenzione, ascolto e sensibilità da parte dei presenti. Un segnale importante, perché quelle voci dal passato parlano con forza anche al presente. Oggi come allora, ci sono ragazze – per lo più provenienti da Paesi stranieri – ridotte in schiavitù da reti criminali senza scrupoli, costrette a prostituirsi nel silenzio e nell’indifferenza.  Ci sono, a mio avviso, tutte le premesse per avviare in Democrazia Sovrana e Popolare una battaglia c...

32. Perché scegliere le piccole aziende familiari: un atto quotidiano di responsabilità, qualità e futuro

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  Perché scegliere le piccole aziende familiari: un atto quotidiano di responsabilità, qualità e futuro In un mercato sempre più dominato da grandi marchi e filiere lunghe, spesso opache, la scelta del consumatore assume un valore che va ben oltre il semplice atto di acquisto. Privilegiare le piccole aziende a conduzione familiare, e in particolare i caseifici che utilizzano esclusivamente latte italiano e producono alimenti genuini a chilometro zero, significa compiere una scelta consapevole che incide positivamente sull’economia, sulla salute, sull’ambiente e sulla coesione sociale. Le aziende familiari rappresentano un presidio fondamentale del territorio. Dietro a un piccolo caseificio non c’è solo un prodotto, ma una storia fatta di competenze tramandate, di lavoro quotidiano e di legame profondo con la terra. L’uso di latte italiano, spesso proveniente da allevamenti locali, garantisce tracciabilità, rispetto delle normative sanitarie e attenzione al bene...

31. Espulsioni e sicurezza: una scelta necessaria per difendere i valori democratici

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  Espulsioni e sicurezza: una scelta necessaria per difendere i valori democratici La tutela della sicurezza nazionale passa anche per decisioni difficili, che incidono sulla vita delle persone, ma mirano a proteggere la collettività. È il caso delle espulsioni di cittadini stranieri che, pur non avendo commesso reati, diffondono messaggi di violenza, odio e fanatismo religioso. In uno Stato di diritto, la libertà di espressione è un principio fondamentale, ma non può trasformarsi in uno scudo per chi legittima il terrorismo o alimenta processi di radicalizzazione. Le istituzioni hanno il dovere di intervenire quando emergono elementi concreti che indicano un pericolo per la sicurezza pubblica. Predicare l’esaltazione del martirio, giustificare la violenza in nome della religione o diffondere visioni discriminatorie verso donne, minoranze e persone omosessuali non è una semplice opinione: è un terreno fertile per l’odio e, nei casi più gravi, per l’estremismo vio...

30. Diplomazia, dialogo e memoria: Francesco Reale riflette sulle parole dell’ambasciatore russo al Congresso DSP

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  Diplomazia, dialogo e memoria: Francesco Reale riflette sulle parole dell’ambasciatore russo al Congresso DSP In occasione del Congresso nazionale di Democrazia Sovrana e Popolare , svoltosi a Roma il 31 gennaio e il 1° febbraio 2026, l’intervento dell’ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexey Paramonov, ha suscitato attenzione e dibattito. A soffermarsi sul significato politico e culturale di quelle parole è Francesco Reale ( nella foto qui sopra ),  presidente della sezione DSP di Treviso , che ne offre una lettura lucida e orientata alla necessità di una nuova politica di pace. « Il fatto che l’ambasciatore abbia esordito rivolgendosi alla platea con la parola “amici” non è un dettaglio formale, ma un segnale politico preciso », osserva Reale. « E ancora più significativo è stato l’auspicio finale di un possibile riallacciamento dei rapporti diplomatici tra Italia e Russia. Questo dimostra come DSP venga percepita, in patria e all’estero, ...

28. Un monito oltre il visibile: il messaggio del vescovo Antonio Suetta al congresso di Democrazia Sovrana e Popolare

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  Un monito oltre il visibile: il messaggio d el vescovo Antonio Suetta al congresso di Democrazia Sovrana e Popolare di Carlo Silvano Sabato 31 gennaio e domenica 1° febbraio 2026, Roma ha ospitato il congresso nazionale di Democrazia Sovrana e Popolare , un appuntamento che ha riunito dirigenti, militanti e simpatizzanti attorno a una riflessione politica e culturale sul futuro del Paese. Tra i momenti più intensi dei lavori congressuali, il messaggio video inviato da Antonio Suetta , v escovo di Ventimiglia - San r emo , ha rappresentato un passaggio di forte spessore simbolico e spirituale. Il video intervento del vescovo Suetta si è distinto per un tono pacato ma fermo, e per un contenuto che ha saputo andare oltre la contingenza politica. « È stata una lettura da uomo di Chiesa che guarda più in là del visibile », spiega Francesco Reale , presidente della sezione di Treviso di Democrazia Sovrana e Popolare , che aggiunge: « Un messaggio che non parlava ...

27. Idee, partecipazione e valori: il Congresso nazionale di DSP

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  Idee, partecipazione e valori:  il Congresso nazionale di DSP Un congresso intenso, partecipato e carico di significati politici e umani: così si può riassumere il Congresso nazionale di Democrazia Sovrana e Popolare , svoltosi tra sabato e domenica, come emerge dalle parole di Patrizia Caproni , dirigente nazionale del partito. Un appuntamento che non è stato solo un momento organizzativo, ma un vero e proprio spazio di elaborazione culturale e di condivisione emotiva, capace di restituire la profondità di una comunità politica in crescita. Il congresso ha offerto uno spaccato ampio della teoria politica di DSP, sia sul piano nazionale che su quello internazionale. Particolarmente apprezzata la sessione pubblica del sabato pomeriggio, arricchita da ospiti di grande livello e da contributi che hanno stimolato un confronto non superficiale, lontano dalla logica delle frasi ad effetto. Temi come il multipolarismo, la complessità del quadro geopolitico globale...