51. Quando il Parlamento diventa teatro di occupazioni: la democrazia non si difende impedendo agli altri di parlare

  


Quando il Parlamento

diventa teatro di occupazioni:

la democrazia non si difende

impedendo agli altri di parlare

La sospensione di trentadue deputati decisa dall’Ufficio di presidenza della Camera dei Deputati rappresenta un episodio che dovrebbe far riflettere profondamente sulla qualità del confronto politico in Italia. I parlamentari sanzionati avevano occupato la sala stampa di Montecitorio per impedire lo svolgimento di una conferenza politica, bloccandone di fatto lo svolgimento.

Qualunque sia il giudizio sul contenuto dell’iniziativa che si voleva fermare, il metodo utilizzato resta difficilmente difendibile in una democrazia parlamentare. Il Parlamento è il luogo del confronto, anche duro, ma sempre regolato da norme e procedure. Impedire fisicamente lo svolgimento di un’iniziativa politica significa sostituire il dibattito con l’ostruzione.

Le istituzioni democratiche funzionano proprio perché garantiscono a tutti il diritto di esprimere le proprie idee, anche quando sono controverse o sgradite. Chi sceglie invece la strada dell’occupazione e del blocco dimostra una preoccupante insofferenza verso le regole del pluralismo.

Per questo la decisione di applicare sanzioni disciplinari appare coerente con l’esigenza di tutelare il funzionamento delle istituzioni. La democrazia non può trasformarsi in una gara a chi riesce a impedire all’altro di parlare.

È anche per questo che episodi di questo tipo finiscono per rappresentare una vergogna per l’area politica di appartenenza, in questo caso della Sinistra, di chi li compie. Invece di rafforzare il confronto democratico, rischiano di trasmettere l’idea di una politica incapace di discutere e pronta a ricorrere alla prevaricazione.

La difesa della democrazia non passa attraverso il silenziamento degli avversari, ma attraverso il rispetto delle regole, delle istituzioni e della libertà di parola. Solo così il Parlamento può continuare a essere il luogo del confronto civile e non il teatro di scontri che ne minano la credibilità. (Carlo Silvano)

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