47. Italia, un Paese che ha sete di Giustizia
Italia, un Paese che ha sete di Giustizia
La discussione che si è accesa in questi ultimi giorni dopo la diffusione di immagini di magistrati che festeggerebbero l’esito del referendum sulla separazione delle carriere dimostra, ancora una volta, quanto il tema della giustizia sia delicato nel nostro Paese.
Al di là delle polemiche e delle interpretazioni politiche, credo che il punto centrale debba restare un altro. Il primo vero problema della giustizia in Italia non è soltanto quello delle riforme o delle leggi, ma soprattutto quello delle persone chiamate ad applicarle. Prima delle leggi vengono infatti gli uomini e le donne che amministrano la giustizia.
Un sistema giudiziario funziona quando può contare su magistrati preparati, indipendenti, onesti e consapevoli della responsabilità che ricoprono. Il loro compito non è partecipare al confronto politico, ma garantire con equilibrio e rigore la tutela dei diritti dei cittadini. In particolare di coloro che subiscono reati e attendono giustizia.
Le vittime devono essere al centro dell’attenzione dello Stato. E chi commette reati deve essere assicurato alla giustizia con processi equi, rapidi e fondati sul rispetto delle garanzie previste dalla Costituzione. Per questo servono certamente leggi giuste e riforme efficaci. Ma senza magistrati competenti e integri, anche la migliore legge rischia di rimanere solo sulla carta.
Per quanto riguarda il referendum sulla separazione delle carriere, è bene ricordare che si tratta di una consultazione su una riforma dell’ordinamento giudiziario, non di un giudizio politico sull’operato del Governo. Per questo motivo non ha alcun senso trasformarne l’esito in una richiesta di dimissioni dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
Se si volesse davvero attribuire un significato politico diretto a un referendum, bisognerebbe ricordare che lo scorso anno si è votato su temi importanti come cittadinanza e lavoro. In quel caso i risultati avrebbero semmai dovuto aprire una seria riflessione tra i sindacati e tra i dirigenti dei partiti che avevano promosso quella consultazione.
La democrazia vive di confronto, di rispetto reciproco e di istituzioni credibili. Proprio per questo è fondamentale che tutti – politica, magistratura, corpi sociali e cittadini – mantengano sempre senso della misura e rispetto dei ruoli.
La giustizia è una delle colonne dello Stato. E proprio per questo deve essere percepita da tutti come imparziale, autorevole e al servizio della comunità. (Carlo Silvano)
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Il presente blog è curato da Carlo Silvano, autore di numerosi volumi. Per informazioni cliccare sul collegamento alla Libreria Feltrinelli: Libri di Carlo Silvano

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