5. Legalità e sicurezza: senza regole non c'è convivenza
Legalità e sicurezza:
senza regole non c’è convivenza
24 dicembre 2025 - La recente rapina avvenuta in via Calatafimi a Udine, conclusasi con l’arresto di tre persone, pone ancora una volta al centro il tema della sicurezza e della legalità nelle nostre città. Un cittadino è stato aggredito per aver rifiutato una proposta di acquisto di stupefacenti: un fatto grave, che mostra come il degrado e la violenza siano spesso legati alla diffusione della criminalità e dello spaccio, tollerati per troppo tempo in nome di un malinteso permissivismo.
Alla luce dei valori di Democrazia Sovrana Popolare, la sicurezza non è uno slogan, ma un diritto fondamentale. Senza ordine pubblico, senza il rispetto delle leggi, non può esistere né libertà reale né integrazione autentica. Lo Stato deve essere presente sul territorio, prevenire il crimine e intervenire con decisione quando le regole vengono violate, tutelando prima di tutto le vittime.
Non si tratta di criminalizzare intere comunità, ma di affermare un principio chiaro: chi vive in Italia deve rispettarne le leggi. La nazionalità degli arrestati non è un dettaglio da usare in modo ideologico, ma un dato che richiama la necessità di politiche serie sull’immigrazione, fondate su controlli, responsabilità e percorsi di integrazione che non rinuncino alla legalità.
Democrazia Sovrana Popolare sostiene una visione di giustizia che unisce fermezza e giustizia sociale: lotta allo spaccio, certezza della pena, recupero del controllo pubblico dei territori e difesa dei cittadini onesti. Solo così si può ricostruire una convivenza civile fondata sul rispetto reciproco e sulla dignità di tutti. La sicurezza è un bene comune e lo Stato ha il dovere di garantirla.
(Carlo Silvano, iscritto a Democrazia Sovrana Popolare, Villorba - Treviso)



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