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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

12. Piccole imprese e grandi responsabilità: verso una nuova cultura del lavoro

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  Piccole imprese  e grande responsabilità: verso una nuova cultura del lavoro di Carlo Silvano La tutela delle piccole e medie imprese è una necessità strategica per lo Stato italiano. Esse rappresentano l’ossatura produttiva del Paese, custodiscono saperi, radicamento territoriale, occupazione e coesione sociale. Senza un sostegno concreto alle PMI – sul piano fiscale, energetico, creditizio e burocratico – l’Italia rischia una progressiva desertificazione economica e industriale. Tuttavia, la difesa delle piccole imprese non può tradursi in una deresponsabilizzazione sul piano dei diritti del lavoro. Accanto alle politiche di sostegno pubblico, è indispensabile avviare una nuova cultura imprenditoriale che superi definitivamente una mentalità padronale ancora troppo diffusa, soprattutto nelle realtà di dimensioni ridotte. In molte piccole e medie imprese italiane persiste una visione del rapporto di lavoro sbilanciata, nella quale il dipendente è percepito co...

11. Lettera al vescovo Antonio Suetta riguardo alla "Campana dei bambini non nati"

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  Rev.do vescovo Antonio Suetta (diocesi di Sanremo - Ventimiglia), Le scrivo da semplice fedele della diocesi di Treviso per esprimere il mio profondo apprezzamento per il gesto coraggioso con cui, in questi giorni, ha voluto dare voce ai bambini non nati attraverso la benedizione e l’installazione della “Campana dei bambini non nati” nella sede diocesana di Sanremo.  Ho appreso che ogni sera, alle ore 20.00, il suono di questa campana richiamerà i credenti alla preghiera, alla riflessione e alla misericordia , in ricordo di chi non ha potuto avere voce nella vita, e come segno di memoria per quanti vivono sofferenze legate alla perdita di una vita innocente.  In un tempo in cui la cultura dominante spesso promuove l’indifferenza, la disinformazione e la superficialità nei confronti della vita umana, il gesto che Lei ha compiuto è un segno profetico: richiama la coscienza, invita al rispetto della dignità di ogni persona e non rinuncia a proclamare con carità la bellez...

10. Rimettere al centro il medico di famiglia per una sanità di qualità

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  Rimettere al centro il medico di famiglia per una sanità di qualità di Carlo Silvano Il potenziamento dei servizi sanitari di prossimità è una scelta strategica coerente con i valori di Democrazia Sovrana Popolare e rappresenta una proposta chiara contenuta nel programma politico del partito. La tutela della salute non può essere subordinata a logiche di risparmio contabile o di efficientismo burocratico. Aumentare il numero dei medici di base e dimezzare l’attuale massimale di pazienti assistiti da ciascun medico significa restituire dignità sia alla professione medica sia al cittadino-malato, che oggi troppo spesso viene ridotto a un codice fiscale e a una ricetta elettronica. Il medico di famiglia deve tornare a fare il medico: visitare, ascoltare, conoscere la storia clinica e personale dei propri assistiti, prevenire prima di curare. Con carichi di lavoro insostenibili, che arrivano spesso a superare i millecinquecento pazienti, tutto questo diventa ...

9. Gesù di Nazareth: ebreo nella storia, non strumento ideologico

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  Gesù di Nazaret: ebreo nella storia, non strumento ideologico di Carlo Silvano   Negli ultimi tempi circolano sui social post che affermano con disinvoltura che Gesù Cristo fosse “palestinese”. Spesso queste affermazioni non nascono da uno studio serio dei Vangeli o della storia, ma da slogan ideologici proiettati sul passato per sostenere conflitti e letture politiche del presente. Il risultato è una confusione che non aiuta né la verità storica né il dialogo tra i popoli. Alla luce dei Vangeli, però, l’identità di Gesù è chiara e non ambigua: Gesù di Nazaret era ebreo. I testi evangelici non lasciano spazio a interpretazioni arbitrarie. Gesù nasce da Maria, ebrea, ed è inserito esplicitamente nella genealogia di Abramo e di Davide. Viene circonciso l’ottavo giorno secondo la Legge di Mosè, presentato al Tempio, cresce frequentando la sinagoga, osserva il sabato, celebra le feste ebraiche e sale a Gerusalemme per la Pasqua. Parla ai “figli di Israele”...

8. Francesco Reale (DSP), Dobbiamo riprenderci le chiavi di casa

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“ Dobbiamo r iprenderci le chiavi di casa”: Democrazia Sovrana Popolare riparte dal territorio Intervista a Francesco Reale, presidente della sezione di Treviso di Democrazia Sovrana Popolare TREVISO - Le recenti elezioni regionali in Veneto hanno segnato l’esordio elettorale di Democrazia Sovrana Popolare (DSP) , che ha raccolto circa 20 mila voti. Un risultato che, pur non incidendo sugli equilibri istituzionali, rappresenta per il partito un punto di partenza significativo. Ne parliamo con Francesco Reale  ( foto in alto ), presidente della sezione di Treviso, che analizza il contesto sociale ed economico della Marca t revigiana e illustra i progetti di DSP per il 2026. Presidente Reale, come valuta il risultato ottenuto da Democrazia Sovrana Popolare alle elezioni regionali in Veneto? I circa 20 mila voti raccolti non sono sufficienti per incidere sul piano politico immediato, ma rappresentano un dato molto interessante come punto di partenza. È un risultato arriva...

7. Impresa, bene comune e sovranità popolare: l’economia al servizio dell’uomo

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  Impresa, bene comune e sovranità popolare: l’economia al servizio dell’uomo Alla luce dei Vangeli, del Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) e dei valori del partito Democrazia Sovrana Popolare (DSP), l’imprenditoria non è un’attività da guardare con sospetto, ma una dimensione essenziale della vocazione umana e della vita sociale. L’iniziativa economica, la creatività, il rischio e la capacità di organizzare il lavoro sono espressioni concrete della libertà e della responsabilità affidate all’uomo. In questa prospettiva, l’imprenditore non è un avversario del bene comune, ma può diventarne uno dei principali costruttori, se orienta la propria azione al servizio della persona, della comunità e della nazione. I Vangeli mostrano chiaramente che Gesù non condanna il lavoro né la produzione di ricchezza. Le parabole dei talenti e dell’amministratore fedele indicano che Dio apprezza chi fa fruttare ciò che ha ricevuto, senza sprecarlo e senza nasconderlo per paura. Il ...

6. La pace come dovere politico e morale

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  La pace come dovere politico e morale di Carlo Silvano (1)   La pace nel mondo non è un’utopia ingenua, ma un dovere politico e morale che dovrebbe guidare ogni scelta di governo. In un tempo segnato da conflitti armati, tensioni internazionali e da un crescente riarmo, appare sempre più evidente quanto sia miope continuare a sperperare risorse pubbliche nella fabbricazione di armi, sottraendole al lavoro, alla sanità, all’istruzione e alla tutela sociale. Alla luce dei valori di Democrazia Sovrana Popolare , la pace non è una parola astratta, ma una scelta concreta che mette al centro la dignità dei popoli e la sovranità delle nazioni.   Ogni guerra rappresenta una sconfitta della politica. Quando si arriva alle armi, significa che il dialogo è stato abbandonato e che gli interessi economici e geopolitici hanno prevalso sulla vita umana. È inaccettabile che miliardi di euro vengano destinati all’industria bellica mentre intere fasce di popolazione fatica...

5. Legalità e sicurezza: senza regole non c'è convivenza

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  Legalità e sicurezza:  senza regole non c’è convivenza 24 dicembre 2025 - La recente rapina avvenuta in via Calatafimi a Udine, conclusasi con l’arresto di tre persone, pone ancora una volta al centro il tema della sicurezza e della legalità nelle nostre città. Un cittadino è stato aggredito per aver rifiutato una proposta di acquisto di stupefacenti: un fatto grave, che mostra come il degrado e la violenza siano spesso legati alla diffusione della criminalità e dello spaccio, tollerati per troppo tempo in nome di un malinteso permissivismo. Alla luce dei valori di Democrazia Sovrana Popolare, la sicurezza non è uno slogan, ma un diritto fondamentale. Senza ordine pubblico, senza il rispetto delle leggi, non può esistere né libertà reale né integrazione autentica. Lo Stato deve essere presente sul territorio, prevenire il crimine e intervenire con decisione quando le regole vengono violate, tutelando prima di tutto le vittime. Non si tratta di criminalizzare intere comunità...

4. Sicurezza, legalità e tutela dei più giovani: una priorità non rinviabile

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  Sicurezza, legalità e tutela dei più giovani: una priorità non rinviabile di Carlo Silvano (1) 22 dicembre 2025 - La vicenda del quindicenne tenuto in ostaggio per un’ora a Milano, derubato e umiliato fino a essere costretto ad andare al bancomat, colpisce per la sua gravità e per il senso di impotenza che trasmette. Un ragazzo, in pieno giorno, in una zona centrale della città, trasformato in preda da un branco. È un fatto che non può essere archiviato come semplice cronaca: interpella la coscienza civile e politica del nostro Paese. Alla luce dei valori di Democrazia Sovrana Popolare , la sicurezza dei cittadini, e in particolare dei minori, è un dovere primario dello Stato. Non esiste libertà senza sicurezza, né integrazione senza il rispetto rigoroso delle leggi. Quando lo Stato arretra, quando il territorio viene lasciato all’arbitrio della violenza, a pagare sono sempre i più deboli: ragazzi, anziani, famiglie comuni. È giusto che le responsabilità...

3. Dante Alighieri e l’identità culturale: perché la Divina Commedia è un tesoro per tutti?

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Dante Alighieri e l’identità culturale: perché la Divina Commedia è un tesoro per tutti? di Carlo Silvano (1) In un’epoca di comunicazioni rapide e di superficialità culturale, può sembrare fuori moda parlare dell’importanza di leggere e studiare la “Divina Commedia” di Dante Alighieri. Eppure questo capolavoro non è un retaggio esclusivo delle aule scolastiche o dei circoli letterari, ma un’opera fondamentale per comprendere chi siamo come popolo, come civiltà e come individui in rapporto con la storia, la morale e la comunità. Alla luce dei valori di Democrazia Sovrana Popolare , che mette al centro la dignità della persona, la sovranità culturale e l’educazione come strumenti di emancipazione, riscoprire Dante significa recuperare una radice profonda della nostra identità collettiva. Studiare Dante Alighieri non è solo esercizio filologico o accademico. È immergersi in un universo di idee che ancora oggi toccano questioni cruciali: il senso del bene e del male, la respon...

2. Lavoro sfruttato, dignità negata: una ferita che interpella la coscienza civile e cristiana

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Lavoro sfruttato, dignità negata: una ferita che interpella la coscienza civile e cristiana Quanto in questi giorni è emerso nelle campagne di Vedelago, e riportato dal quotidiano “Il Gazzettino”, non è soltanto un fatto di cronaca nera o giudiziaria: è una ferita profonda inferta alla dignità del lavoro e della persona, una ferita che chiama in causa la responsabilità della politica, dell’economia e della coscienza collettiva. Quarantadue uomini, giovani, regolarmente presenti sul territorio nazionale, costretti a vivere ammassati in un appartamento, senza condizioni igieniche minime, ridotti a forza lavoro docile e ricattabile. Dietro la facciata di una società formalmente in regola, si nascondeva un sistema di caporalato raffinato, capace di aggirare controlli e regole, e di svuotare dall’interno il senso stesso della legalità. Dal punto di vista dei valori di “Democrazia Sovrana Popolare”, questa vicenda mostra in modo plastico cosa accade quando il lavoro viene subordinato es...

1. Treviso tra smog e cemento: l’urgenza di tornare a piantare alberi

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  Treviso tra smog e cemento: l’urgenza di tornare a piantare alberi di Carlo Silvano (1) Si parla molto, giustamente, di riduzione delle emissioni prodotte dalle automobili e dalle caldaie delle abitazioni. Si moltiplicano gli appelli al risparmio energetico, agli incentivi per le ristrutturazioni, alla mobilità sostenibile. Ma mentre si invita il cittadino a fare la propria parte, nelle città si continua spesso a consumare suolo come se fosse una risorsa inesauribile. Anche Treviso non è immune da questa contraddizione: ettari di terreno vengono inglobati dal cemento per ospitare nuovi manufatti di dubbia utilità collettiva, tra cui l’ennesimo supermercato che si aggiunge a una già lunghissima lista. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Meno verde significa meno ossigeno, più caldo d’estate, più inquinamento che ristagna. Gli alberi non sono un semplice elemento decorativo, ma una vera infrastruttura naturale: assorbono anidride carbonica, trattengono le polveri sottili...